1.Il principio del conteggio, in una frase
Il regolamento FFPJP è limpido su questo punto: alla fine della mèna, la squadra di cui una boccia è la più vicina al pallino segna un punto per boccia più vicina della migliore boccia avversaria. Niente bonus, niente mezzo punto, niente « si arrotonda ». Ogni boccia vale per un e un solo punto, a condizione di essere strettamente più vicina al pallino di qualsiasi boccia della squadra avversaria.
Questa regola semplice diventa fonte di conflitto solo quando è applicata nella fretta, senza verifica contraddittoria. È lì che nascono gli errori.
Utile promemoria: il conteggio si fa sempre dopo che tutte le bocce delle due squadre sono state giocate. Contare prima che l'avversario abbia terminato le proprie bocce, anche « per informazione », è una fonte classica di confusione e di contestazione.
2.Errore n°1 — contare senza aver identificato la boccia giusta
Il primo errore, il più stupido, consiste nel designare « a occhio » la boccia più vicina senza averla realmente verificata. Su un ammasso di bocce serrate attorno al pallino, l'occhio si sbaglia molto facilmente, soprattutto a distanza o con un angolo di visuale sfavorevole. Molte dispute nascono da una boccia creduta vincente mentre un'altra, meno visibile dal cerchio, è in realtà più vicina.
Il riflesso giusto
Spostarsi, guardare all'altezza delle bocce in questione, e se permane il minimo dubbio, tirare fuori il metro. Un'occhiata rapida dal cerchio di lancio non vale mai una verifica fisica quando lo scarto sembra ridotto.
3.Errore n°2 — evitare la misurazione per pigrizia o per eccesso di fiducia
Molti giocatori evitano di misurare « per non perdere tempo » o perché sono convinti di avere ragione. Risultato: un punto è attribuito a sproposito, spesso senza mala fede, ma l'errore resta un errore. Il regolamento non impone mai di indovinare: la misurazione è un diritto, in ogni momento in cui una distanza è contestata o incerta.
Non misurare per eccesso di fiducia è proprio l'errore più costoso a fine di una partita serrata, dove ogni punto vale doppio.
Prendete l'abitudine di misurare appena lo scarto vi sembra inferiore a una larghezza di boccia, anche se siete « sicuri ». Questo riflesso sistematico evita il 90% delle contestazioni di conteggio — e richiede solo pochi secondi in più per mèna.
4.Errore n°3 — sommare il punteggio troppo in fretta tra due mène
Altro classico: una squadra annuncia il punteggio cumulato prima che i due schieramenti siano d'accordo sul numero di punti della mèna appena terminata. Un giocatore grida « 8 pari » mentre il conto reale della mèna restava da convalidare. Questa fretta genera disaccordi che risalgono talvolta a diverse mène prima, impossibili da correggere serenamente.
Il riflesso giusto
Convalidare il punteggio della mèna a voce alta, in due, prima di aggiungerlo al punteggio cumulato. Una pausa di tre secondi che evita pasticci di dieci minuti.
5.Errore n°4 — contare da soli, senza l'accordo dell'avversario
Il regolamento non prevede che una sola squadra sia giudice e parte del conteggio. Un giocatore che annuncia il punteggio da solo, senza che l'avversario confermi, si assume il rischio di una contestazione legittima più tardi nella partita. Il conteggio deve sempre essere un momento condiviso, non una dichiarazione unilaterale.
6.Conteggio rigoroso contro conteggio alla carlona: il divario in cifre
Su una partita completa, il rigore del conteggio cambia direttamente il numero di contestazioni incontrate. Ecco la tendenza osservata su partite di club:
| Situazione di conteggio | Il riflesso giusto | L'errore frequente |
|---|---|---|
| Bocce molto vicine | Misurare sistematicamente | Decidere a occhio |
| Fine della mèna | Convalidare il punteggio in due | Annunciare da soli, troppo in fretta |
| Boccia identificata | Spostarsi per verificare | Giudicare dal cerchio |
| Punteggio cumulato | Ricontare a voce alta | Sommare a memoria |
7.Il metodo ufficiale in 4 riflessi
Il regolamento non impone un rituale preciso, ma il suo spirito — decidere oggettivamente, senza lasciare spazio al dubbio — si traduce in un metodo semplice e riproducibile a ogni mèna.
1. Attendere la fine completa della mèna
Nessuna boccia restante deve cambiare la situazione. Si conta solo quando le due squadre hanno esaurito le proprie bocce, o di comune accordo se lo scarto è giudicato insormontabile (biberon).
2. Identificare fisicamente la boccia più vicina
Spostarsi, guardare rasoterra se necessario, prima di affermare qualsiasi cosa.
3. Misurare al minimo dubbio
Sempre meglio di una stima, anche per la squadra che crede di avere ragione. Ritrovate il nostro metodo completo su le regole poco note della pétanque e le nostre strumenti gratuiti per allenarvi nella lettura di fine mèna.
4. Convalidare il punteggio in due prima di sommarlo
Un conto annunciato e confermato dalle due squadre evita 9 dispute su 10 a fine partita.
Restare lucidi quando il punteggio è serrato e ogni punto vale doppio: questa guida allena la mente e la gestione delle situazioni tese, anche nel momento delicato del conteggio.
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